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La Storia

Dopo che anche quest’ultimo villaggio fu distrutto, secondo la versione più attendibile dal terremoto dell’11 ottobre 1125, il paese (la terza Pietraroja) venne ricostruito poco più a monte, nella zona detta “Terra Vecchia”, dove attualmente si trova il piccolo e grazioso (è proprio così) cimitero, che, per le sue caratteristiche (posto vicino al ripetitore RAI, su un cucuzzolo di montagna molto panoramico, con non molti loculi nei due muri che delimitano un piccolo cortile rettangolare), costituisce una vera e propria attrazione turistica.

Il paese fu cinto da mura solidissime nella parte (a Sud e ad Est) di meno difficile accesso, agli angoli delle quali furono innalzate massicce torri circolari. I rimanenti lati erano protetti da alti e inaccessibili balzi montagnosi.

 

(Antica torre della vecchia Pietraroja)

Per oltre cinque secoli qui rimase il centro abitato, che, come i centri abitati degli altri paesi della zona (tranne Cusano Mutri per la particolare formazione geologica), venne raso al suolo dal terribile terremoto del 5 giugno 1688. “…ad hore 21…,… ch’essendosi cantate le Vespere…”, con 400 morti, come da descrizione manoscritta dell’allora Arciprete Don Liberatore Manzella, in un vecchio registro dei matrimoni redatto dallo stesso Arciprete.

Nelle Signorie di Pietraroja si successero, per quattro secoli, i Cavalieri Normanni della casa Sanframondo. Nel 1400 “Pietraroja” passò ai Marzano, Conti di Alife, nel 1480 passò ad Onorato gaetani, Signore di Piedimonte, quindi ai Carafa, Conti di Cerreto, ai quali appartenne fino al 1806.

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