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Da Visitare

( … con un pizzico di storia )

A cura del Prof. Emidio Civitillo

 

ll’ingresso del paese, davanti al municipio, c’è “Piazza Vittoria”, luogo di ritrovo dei pietrarojesi Sul lato ovest della piazza una volta c’era “gliu puzzu”, al quale gli abitanti attingevano l’acqua prima che fosse realizzato l’acquedotto, che, per il centro abitato, risale al 1928.

Salendo per la via principale all’interno del paese, si giunge a “Piazza S. Nicola”, dove si trova la chiesa parrocchiale di “Santa Maria Assunta in Cielo”, di epoca romanica e di chiara derivazione pugliese, realizzata nel 1695 (data anche scolpita sull’architrave del portale) ricostruendo l’antica chiesa di S. Paolo, che si trovava fuori le mura della terza “Pietraroja” e che fu anch’essa distrutta dal terremoto del 1688.

 

(Chiesa S.Maria Assunta in Cielo)

Prima del disastroso terremoto la Chiesa Madre dell’Assunta, con tre navate e 12 archi, si trovava sul cocuzzolo del monte Sant’Angelillo, dove si trova l’attuale cimitero. Terremoto che l’arciprete don Liberatore Manzella così descrisse: ” … il terremoto che fu a 5 giugno 1688 ad hore 21 tanto forte, et terribile, che buttò per terra tutta la Terra affatto, et la Chiesa in tempo ch’essendosi cantate le Vespere si cantava la Compieta parata con l’assistenti, et si era arrivato al psal. “In te Domine speravi, non confundar in aeternum”, et gli altri sacerdoti … cantavano dietro il Choro, ove fuggimmo anche noi, ma con difficoltà grande per l’agitazione del terremoto, ch’io a mala pena entratovi mi fermai dietro la Custodia: per la Chiesa altro non si sentia, che rumore et sono di Campane, et campanelli, che sonavano da per se, commossi dal terremoto; et tutta la Chiesa, hor chinarsi verso Oriente, hor Verso Occidente con strepito di travi, et aprirsi et serrarsi le lamie, di maniera che mostrava il Cielo all’apriture:

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