IL PROSCIUTTO CRUDO
-ASPETTI NUTRIZIONALI-
A Cura del Dott. Vincenzo De Paola -Medico Nutrizionista-
Negli ultimi
anni abbiamo assistito a ripetute campagne di informazione alimentare che
consigliavano, per la prevenzione di alcune patologie, di ridurre drasticamente
o addirittura abolire il grasso di origine animale. Questo perchè
i grassi di origine animale sono stati in qualche modo collegati all'ipercolesterolemia
oggi sempre più diffusa nella popolazione e conseguenzialmente all'incidenza
delle coronaropatie, prima causa di morte nei paesi più industrializzati.
Si pensava
che il consumo di acidi grassi polinsaturi poteva far diminuire il livello
di colesterolemia nell'uomo, mentre il consumo di grandi quantità
di acidi grassi saturi poteva determinare l'insorgenza di sindromi ischemiche.
Così
si cominciò a valutare i grassi alimentari in base al loro rapporto
tra acidi grassi polinsaturi e acidi grassi saturi.
I grassi
vegetali, proprio perchè ricchi di acidi grassi polinsaturi, salirono
in grande considerazione. Di conseguenza si verificò il crollo del
consumo di lardo e strutto, che avevano rappresentato per secoli una delle
riserve energetiche più importanti per l'alimentazione dell'uomo.
Furono
così utilizzate le conoscenze genetiche e studiata particolarmente
l'alimentazione dei maiali per ottenere animali sempre più magri.
Tuttavia
l'impiego in campo alimentare dei grassi animali ha recuperato credibilità
da quando ci si è resi conto che il rapporto tra assunzione di acidi
grassi polinsaturi e rischio di patologie ischemiche non era così
netto, che l'aumento del livello di colesterolo nel sangue non dipendeva
unicamente dall'assunzione di cibi grassi con la dieta e che invece occorreva
considerare importanti i fattori predisponenti individuali.
Il colesterolo
infatti, che può essere prodotto dall'organismo indipendentemente
dall'introduzione dei grassi con la dieta, è un componente essenziale
delle membrane cellulari, delle lipoproteine, è un precursore di
molti ormoni, dei sali biliari e di molte sostanze regolatrici del sistema
cardiovascolare, della coagulazione del sangue, della funzione renale e
del sistema immunitario. I grassi sono indispensabili per l'assorbimento
delle vitamine liposolubili (A,D,E,K).
I pregiudizi
in materia sono comunque numerosi per cui sono andati sempre più
diffondendosi atteggiamenti di generica condanna e di rifiuto di alimenti
assai validi sotto il profilo nutrizionale, come il latte intero fresco,
i grassi animali in genere, nonchè di alcune modalità di
cottura, dell'utilizzo dell'olio extravergine di oliva per le fritture
ed altro.
La carne
di maiale è stata considerata per molto tempo la carne grassa per
eccellenza, e per questo un'importante riserva energetica.
Il grasso
è parte integrante di questo tipo di carne, la cui qualità
peraltro risente sensibilmente delle caratteristiche di questo costituente.
D'altronde
è pur vero che erroneamente il prosciutto viene considerato apprezzabile
purchè il grasso non sia presente tra i corpi muscolari, ma sia
limitato alla zona periferica sottocutanea e quindi risulti facilmente
eliminabile.
Attualmente
si tende alla produzione dei suini sempre più magri e a modificare
la qualità stessa del grasso, fino a farlo risultare più
ricco di acidi grassi monoinsaturi (acido oleico e, in quantità
maggiore, acido linoleico). Tutto ciò, se da un lato espone il grasso
ad un rischio di irrancidimento potenzialmente maggiore, avrebbe la finalità
di realizzare un apporto bilanciato di grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi.
Ma ancora
una volta si tende a dare risalto alle singole componenti dell'alimento
invece di privilegiare l'unità biologica di un prodotto che la natura
stessa ha contribuito a rendere armonico e bilanciato.
Dobbiamo
però considerare che i grassi presenti nel prosciutto sono prevalentemente
di di tipo monoinsaturo, mentre una quota significativa dei grassi saturi
è costituita da acido stearico, che può essere considerato
nutrizionalmente equivalente all'acido oleico, nel quale viene rapidamente
convertito nell'organismo; pertanto il profilo degli acidi grassi della
carne di maiale è in linea, per la prevalenza di monoinsaturi, con
quanto consigliato dalla dieta mediterranea, che oggi si tende a raccomandare.
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